24 ottobre 2016

Cronache dal demo di Colono (47): Il futuro di un vecchio mestiere

"Vuoi continuare a fare il tuo mestiere? Non puoi farlo, se non ne impari uno nuovo: quello di trovare il modo di continuare a fare il vecchio".
Il tempo presente dice così a chi presta la sua opera negli istituti di ricerca e d'istruzione superiore. E a voce sempre più alta, con toni sempre più ultimativi. Se lo sente dire non solo se pratica discipline umanistiche. Infatti, se ne pratica d'altro genere, se lo sente dire da più tempo e in modi più spicci: così che si è parecchio più avanti, con la faccenda, in quei casi.
C'è chi ci sguazza e impara subito l'altro mestiere: capita, peraltro, si fosse sbagliato quando aveva preso la strada del primo mestiere, perché era l'altro la sua vera vocazione. Trovata così la sua strada, il primo mestiere gli serve solo da pretesto per fare il secondo.
C'è chi ci casca, ingenuamente, e magari vuol dare a vedere di averlo imparato, il nuovo mestiere utile a fare il vecchio: spera di lucrare così la sopravvivenza, prova a venire a patti, s'arrabatta. 
Ciò che accade è del resto trasparente. Si tratta di un'ovvietà. Se ti si dice, a voce sempre più alta e con toni sempre più ultimativi, che, per continuare a fare il tuo mestiere, devi imparare un mestiere nuovo e diverso da quello che fai è solo perché, semplicemente, si vuole che, in un modo o nell'altro, tu smetta di farlo, il vecchio mestiere che fai. 
Senza illusioni, allora, si può solo ubbidire. C'è mai stato tempo che ha sopportato disubbidienze? Smettere, appunto. Sorridendo: tanto a chi importa? E, smettendo, chi ha sogni e rigorosi metodi per produrli, se lo porti via, il vecchio mestiere.
Via nello spazio, ormai, non si può più: l'ideologia contraria al vecchio mestiere è globale. Resta il tempo. Lo porti nel futuro, oltre un tempo presente cui esso chiaramente non piace, visto che, meschinello, questo tempo non ha i mezzi né materiali né morali per permetterselo.

2 commenti:

Pasquale D'Ascola ha detto...

È atroce, ma è così, constato di tanto la rispondenza nel poco del quotidiano. Buone cose Apollonio. D'As.

Apollonio Discolo ha detto...

Solidarietà gradita, affettuoso Lettore. Ma, tra l'atroce, non trova comico e divertente lo spettacolo offerto da chi invece si dà una grande pena, provando ad adeguarsi e mettendosi nelle posizioni opportune? C'era, un tempo ormai lontano, una battuta corriva e oscena che ridicolizzava un'attitudine del genere. Si concludeva con un "...non muoverti, faresti il suo gioco". Ne ha memoria? Ecco, Apollonio, di fronte a certi comportamenti, non può fare a meno di farsela ritornare in mente e, a stento, sentendo vantare quelli che vengono spacciati come i relativi successi, riesce a trattenere il sorriso.