22 gennaio 2012

L'amato e l'amante

Nel caotico e indistinto fluire di eventi che dopo, soltanto molto dopo, si riesce a concepire come ordinati all'oggetto o al soggetto (all'amato e all'amante), è una relazione che crea, nel tempo stesso, fatti e punti di vista, che mai verrebbero all'esistenza senza dipendere gli uni dagli altri. 
Si pensi a questo punto quanto dipenda da una relazione la differente importanza che ai fatti si dice, in falsa coscienza, si assegna per loro presunte specifiche proprietà (per es. e secondo le circostanze, gli economici prima dei politici, i religiosi prima degli economici, i pubblici prima dei privati e così via). 
Si tratta invece e sempre di ordini gerarchici che nascono dalla relazione creatrice delle pertinenze fattuali e delle prospettive atte a interagire con tali pertinenze.
Anche una volta ciò riconosciuto e ammesso, resta ancora la trappola soggettivista che immagina pertinenze e gerarchie come effetti di scelta d'una coscienza, a quel punto o trascendentale o relativistica. 
Fuori della morte e quindi del nulla, se ne sfugge in vita, forse, solo con l'esperire l'accidente dell'eros, la forza misteriosa e selettiva che non si saprebbe immaginare che come relazione della differenza e come differenza nella relazione. Eros porta all'esistenza, appunto, oggetti e soggetti, l'amato e l'amante e, sotto il dominio di eros, la coscienza e la consapevolezza della scelta, si osserva con facilità, non si danno: il culmine della soggettività si scioglie in quella di un'ineluttabilità oggettiva altrettanto apparente. Gli antichi dissero un dio questa relazione della differenza, questa differenza nella relazione.

1 commento:

Vito Lucio Maria ha detto...

"... l’image d’Odette de Crécy venait à absorber toutes ces rêveries, si celles-ci n’étaient plus séparables de son souvenir, alors l’imperfection de son corps ne garderait plus aucune importance, ni qu’il eût été, plus ou moins qu’un autre corps, selon le goût de Swann, puisque devenu le corps de celle qu’il aimait, il serait désormais le seul qui fût capable de lui causer des joies et des tourments."
Mi sembra che questo briciolo di narrazione, per chi non viva un'attuale ossessione amorosa, sia pressochè indispensabile a comprendere la catastrofe d'ogni illusione di governo della realtà entro lo schema "soggetto-oggetto" che subisce l'Io preda di Eros.